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I principali percorsi per Mountain
Bike del Montefeltro.
1. Pian dei Prati - Carpegna
2. San Pietro > Carpegna
3. Carpegna > Carpegna
4. Pennabilli - Miratoio
5. Pennabilli - Scavolino
  Pian dei Prati - Carpegna

Percorso:
  • Pian dei Prati
  • Strada della Todt
  • Cantoniera Pianello
  • San Pietro
  • Carpegna.

    Lunghezza:
  • 15,500 Km
    Sentieri CAI:
  • 123
  • 119
  • 17
  • 118

  • Si parte nei pressi del Parco Faunistico di Pian dei Prati (748 m) e si prosegue lungo il sentiero CAI 123 attraversando un piccolo bosco di cerro prima di raggiungere vaste praterie, terreno di caccia di rapaci e segnate dal "grufolamento" dei cinghiali selvativi. Si percorre quindi la salita ripida e accidentata in località Cerdirosso (ca. 860 m) superando la mulattiera per arrivare al sentiero CAI 119. Si sale ancora fino ai 950m del pianoro di Cima di Raggio, per imboccare sulla sinistra un piccolo sentiero erboso che s'inoltra nel pascolo, in direzione del Sasso Simone. Superato un antico fontanile in pietra, in prossimità di aree di sosta attrezzate per pic-nic, si gira a sinistra attorno al versante toscano del massiccio calcareo del Simone e ci si congiunge al sentiero CAI 117. Girando ancora a sinistra si attraversa la suggestiva area dei calanchi e la paleofrana del Sasso. Si raggiunge la Cerreta dei Sassi, imponente bosco di cerro, con terreno argilloso. Abbandonato il sentiero CAI 117, che prosegue in zona Banditella, direzione Miratoio, si rimane sulla destra e, percorrendo l'itinerario CAI 118, si scende verso il Passo Cantoniera: Prima di giungere al Ranco del Cerro (991 m), dove la mulattiera incrocia la strada provinciale Cantoniera-Valpiano, si incontra un “passo” di recinzione che è bene richiudere al passaggio, onde evitare l'uscita di eventuale bestiame al pascolo. Attraversata dunque la provinciale, si percorre sulla sinistra un breve passaggio boscato che ci conduce alla Cantoniera (1007 m). Immersa nel verde, l'area di sosta attrezzata del Parco, dotata di tavoli pic-nic, fontana e servizi igienici, è luogo ideale per una pausa rigeneratrice. Riprendendo la strada provinciale, in direzione Carpegna, al primo tornante si volta a sinistra: dopo una cinquantina di metri si imbocca sulla destra una pista sbrecciata che viaggia, tra pascoli e coltivi, alle pendici del Monte Carpegna. Oltrepassato il fosso, si trova la Celletta della Madonna del Pianello (916 m): recentemente ristrutturata dal Parco, la cappella in epoche passate era luogo di sosta e di preghiera, nonché ricovero di pellegrini in viaggio lungo la Strada Romea. Proseguendo, s'incontra la frazione di San Pietro: alle prime case, si volta in discesa sulla destra, giungendo così alla provinciale. Nei pressi dell'incrocio, la sede del Circolo Ippico, rappresenta il traguardo per coloroche abbiano deciso di perc Si suggerisce, a San Pietro, di scendere lungo via Castacciaro sino al Poggio; un'ultima discesa sulla destra, laterale al Palazzo dei Principi, conduce in Piazza Conti, centro di Carpegna.

    San Pietro - Carpegna

    Percorso:
  • San Pietro
  • Pianello
  • Fondaccio
  • Condotto
  • Monte Carpegna
  • Rifugio Fontanelle
  • Passo dei Ladri
  • Passo del Trabocchino
  • Le Ville
  • Macchiette
  • Paterno
  • Ca’ Vandi
  • Carpegna
    Lunghezza:
  • 21,500 Km
    Sentieri CAI:
  • 103
  • 120
  • 102
  • 105
  • 106
  • 108

  • Arrivati in Carpegna, l’itinerario parte dalla frazione di San Pietro, dove nei pressi della chiesetta, è situata la bacheca informativa con la descrizione delle caratteristiche peculiari del percorso. Da San Pietro si sale per una strada bianca che passata la Celletta del Pianello conduce all’intersezione con lo stretto sentiero CAI 103. Il tratturo sale in direzione del Monte, ed in corrispondenza della pineta, in località Fondaccio, si immette nel sentiero CAI 120. Girando a destra si prosegue per qualche chilometro, tenendosi sempre a monte ossia a sinistra, sino a trovare un passaggio delimitato da una catena e la congiunzione con una strada asfaltata, detta del Cippo. Salendo sulla sinistra, si procede su asfalto per circa 1 km, fino ad incontrare un’antica fonte appena sotto la cima del Monte Carpegna. Oltrepassato il cancelletto sulla destra, si sale brevemente lungo una strada bianca, giungendo a delle stalle. Si consiglia una sosta rigeneratrice: i cavalli possono usufruire degli abbeveratoi per il bestiame, mentre il fontanile appena superato offre della fresca acqua potabile. Terminata ora la salita, ci si trova sulla cima del Monte. I pascoli sommitali vanno attraversati con ovvio rispetto per il tappeto erboso e per il bestiame, seguendo le poco evidenti piste degli animali. Girando sulla sinistra, battendo il sentiero CAI 102, ci si affaccia sullo splendido panorama della Valmarecchia. Lungo la pista s’incontrano più volte barriere di filo spinato: una volta oltrepassate si prega di richiudere il passo onde evitare la dispersione del bestiame. Poco sotto si trova il Rifugio Fontanelle, da cui riparte un tratturo in discesa, molto veloce, che conduce ad un vasto prato che costeggia il versante scosceso del Monte, sino a giungere al Passo dei Ladri. Il panorama offre un suggestivo scorcio dell’Appennino toscoromagnolo (Monte Fumaiolo e Monte Aquilone), e della vallata del Marecchia: nelle giornate più limpide si distinguono chiaramente anche i profili delle coste adriatiche. Ripartendo, si lascia il sentiero CAI 102, che scende in direzione Scavolino, per attraversare i pascoli prendendo il sentiero CAI 105 che corre verso il Passo del Trabocchetto. In corrispondenza di una curva in discesa a sinistra, s’imbocca il poco evidente bivio a destra che con due saliscendi conduce, passando per località Celletta, sulla strada asfaltata (strada Villagrande-Eremo). Voltando a sinistra, si scende fino all’abitato de Le Ville; entrandovi si lascia la strada principale. Al centro del piccolo borgo, troviamo un bivio: anziché proseguire diritti seguendo la pista CAI 107 in direzione di Case Nanni, si volta a destra congiungendosi al sentiero CAI 106. Prima di giungere alla Torre di Monteboaggine, appena superato un piccolo cimitero, sulla destra s’imbocca un sentiero inizialmente ripido: la mulattiera va percorsa tenendosi generalmente sulla destra dei numerosi bivi che s’incontrano, evitando così la pista del sentiero CAI 107. Nella parte finale il sentiero diventa tratturo (percorso CAI 108), poi strada bianca fino all’abitato di Paterno (Ca’ Vandi) e quindi asfalto che conduce al centro di Carpegna, ove ha termine l’itinerario.

    Carpegna - Carpegna

    Percorso:
  • Carpegna
  • Caturchio
  • Montale
  • Ponte Cappuccini
  • Ca’ Lazzari
  • Genga Liscia
  • Belvedere
  • Ca’ Marchino Fabbrica
  • Ca’ Giorgetto
  • Carpegna
    Lunghezza:
  • 15,500 Km
    Sentieri CAI:
  • 108
  • 103

  • Il sentiero prende avvio dalla zona adibita a maneggio poco fuori del centro abitato di Carpegna, lungo la provinciale che conduce a Pennabilli. Seguire la strada asfaltata provinciale e percorrere, in discesa e pianura, tutta la circonvallazione Sud di Carpegna fino a giungere all’incrocio nei pressi di Caturchio (695 m), con la strada che porta al paese; svoltare a sinistra e prendere subito sulla destra la strada bianca che sale verso il Montale (803 m). In questo tratto si sale di circa 100 m, ma il fondo stradale non presenta particolari difficoltà. Giunti alla sommità del crinale seguire il sentiero verso sinistra, in direzione del Monte Carpegna e arrivati in corrispondenza di un incrocio scendere a destra; si consiglia di fare molta attenzione perché il terreno argilloso ricco di sassi rende il fondo piuttosto sconnesso soprattutto dopo le piogge. Questo tratto in discesa conduce al centro abitato di Ponte Cappuccini (700 m) ed esce proprio davanti l’omonimo Convento. Svoltando ancora a destra e percorse poche decine di metri ci si trova nuovamente sulla strada provinciale che salendo conduce a Carpegna; proseguire sempre a destra. In corrispondenza dell’incrocio si trova il Centro Visite del Parco. Salendo lungo la strada provinciale si giunge, dopo circa 1,5 Km al valico, svoltare a sinistra e prendere la strada bianca che conduce a Pietrafagnana. Qui è consigliata una sosta per apprezzare il paesaggio che si può godere: a destra il versante Sud del Monte Carpegna, ricoperto di conifere, con l’abitato di Carpegna ai suoi piedi e sullo sfondo il Sasso Simone e il Simoncello; di fronte il particolarissimo rilievo di Pietrafagnana, detto per la sua forma anche Ditone o Torrione, costituito da conglomerati cementati; infine a sinistra lo sguardo spazia dall’antico borgo medievale di Pietrarubbia a tutta la vallata del Conca, con i rilievi della Faggiola, del Monte San Paolo e del Monte Titano, sovrastato dalle Tre Penne di San Marino, oltre il quale nelle giornate più nitide è possibile scorgere il mare Adriatico. Seguendo la strada bianca che aggira il rilievo di Pietrafagnana e continuando lungo la stessa per altri 500 m circa, si deve svoltare a destra in corrispondenza di una curva piuttosto stretta; si consiglia quindi di rallentare e di fare molta attenzione lungo tutto il primo tratto di questa strada, infatti, è possibile che la stessa sia chiusa con del filo reticolato per evitare che il bestiame al pascolo fuoriesca. In questa parte, inoltre, il sentiero è stretto e ripido. Dopo alcune centinaia di metri si ritorna sulla strada bianca che non presenta particolari difficoltà, prestare attenzione in alcuni tratti ai cui lati ci sono dei dirupi. Proseguendo si arriva al piccolo villaggio, costituito da poche abitazioni di Belvedere (626 m). Lo stesso nome ci suggerisce che da qui il panorama è davvero splendido. Dopo aver svoltato a destra, si prosegue e oltrepassa il villaggio di Ca’ Marchino, si sale per un breve tratto fino ad incontrare la strada asfaltata in prossimità dell’antica Pieve di Carpegna. Girare a sinistra e scendere, in direzione di Frontino, per circa 600 m e fare attenzione quando si imbocca la strada secondaria a destra, la ghiaia presente sul fondo stradale rende la curva molto pericolosa. Scendere con prudenza fino ad incontrare il torrente Mutino; sono infatti, numerose le curve a gomito che si incontrano in questo tratto, ed oltrepassato il ponte (500 m) la strada inizia a salire. Tenere la destra in prossimità degli incroci che si incontrano e continuare a percorrere la strada in salita per circa 2 Km, fin dove si incontra la strada asfaltata che, imboccata verso destra, conduce nuovamente al centro abitato di Carpegna. In corrispondenza dell’incrocio con la provinciale, dopo aver curvato a sinistra, ripercorrere il percorso in senso opposto e proseguire fino al punto da cui si era partiti.

    Pennabilli - Miratoio

    Percorso:
  • Pennabilli
  • Ca’ Berbece
  • Villa Mandi
  • Valzoppo
  • Monte Canale
  • Belvedere
  • Poggio Bianco
  • Ca’ Romano
  • Bascio
  • Miratoio
    Lunghezza:
  • 19,000 Km
    Sentieri CAI:
  • 95
  • 100

  • Il percorso parte dal Museo Naturalistico di Pennabilli (ca. 570 m): attrezzato Centro Visite del Parco, di recente realizzazione, al suo interno ospita interessanti diorami della fauna appenninica. Seguendo la strada provinciale, in direzione Cantoniera, dopo circa 150 metri si deve girare a destra in direzione del Castello dei Billi. Anziché imboccare la salita che conduce al castello, si svolta a sinistra e si piega verso la frazione di Ca’ Berbece (587 m). Da questo piccolo borgo, si scende in direzione del torrente Messa, attraversando pascoli e coltivi. Oltrepassando il fiume, s‘imbocca la strada provinciale che da Pennabilli conduce a Miratoio; voltando a sinistra, circa 200 metri dopo, s’incontra un piccolo gruppo di case, denominate Ca’ Morlano (537 m). Dopo aver passato il bar del paese, in corrispondenza della prima curva, sulla destra si prende il sentiero CAI 99 che salendo, conduce al centro abitato di Villa Maindi (620 m). All’uscita delle case, si deve voltare subito a sinistra, proseguendo lungo la segnalazione CAI 99 per un breve tratto (circa mezzo chilometro in falsopiano); in corrispondenza di un bivio (675 m), si incrocia il percorso CAI 95 che proviene dalla località di San Lorenzo. A questo punto si sale a sinistra per una mulattiera, iniziando uno dei punti più impegnativi del percorso. Salendo verso Sud-Est, si guadagna quota attraversando un fitto bosco di carpini e faggi. Dall’alto, il sentiero offre suggestivi scorci panoramici dell’Alta Valmarecchia, nonché la visione di alcune piccole cascate formate dal Fosso Paolaccio che scorre, in basso a sinistra, parallelamente al nostro cammino. All’uscita dal bosco, passata l’ultima curva, il sentiero attraversa il pascolo di Valzoppo (935 m) e si dirige verso Sud-Ovest, percorrendo il crinale del margine superiore del bosco, in direzione di Monte Canale (1032 m). Continuando a viaggiare lungo la cresta del monte, il viottolo si immette sulla strada provinciale Cantoniera-Pennabilli, in corrispondenza di una curva a gomito. Voltando a sinistra e risalendo per circa 200 m, si può sostare presso il Belvedere di Valpiano per una pausa rigeneratrice. Il suggestivo panorama dell’Appennino tosco-marchigiano e romagnolo, che spazia dai monti dell’Alpe della Luna al Fumaiolo, è qui reso interpretabile da un lettore del paesaggio: si tratta di una scultura di metallo, che fungendo da indicatore di località, guida l’avventore alla scoperta delle bellezze orografiche di questa zona. Riprendendo la strada provinciale e scendendo di nuovo sulla sinistra, si attraversa la cosiddetta Serra di Valpiano. Giunti all’incrocio delle strade provinciali che provengono da Pennabilli e Miratoio, si prosegue diritti, imboccando una strada sbrecciata che conduce, dopo circa un chilometro, al pittoresco borgo rurale di Poggio Bianco (810 m). Osservando le caratteristiche architettoniche di questo gruppo di case in pietra, non passa inosservato un cerro monumentale posto a fianco di queste. Nel centro del paese, un fontanile offre ottima acqua potabile di una vicina sorgente; da qui riparte il viaggio che, percorrendo una vecchia mulattiera in discesa, conduce al villaggio di Ca’ Natello. Senza giungere alle case, circa 100 metri prima del bivio che sulla destra conduce all’entrata del paese, all’altezza del deposito comunale dell’acqua, c’è sulla sinistra un piccolo sentiero in salita, il cui imbocco è un po’ nascosto dalla vegetazione. Dopo un breve strappo in salita per circa 150 m di tratturo fiancheggiato da cerri ricoperti di edera, il sentiero si apre ai margini del bosco, scoprendo, in una piccola radura, la chiesa di Santa Maria. L’antica chiesetta ristrutturata, detta della Madonna del rettangolo di neve ospita al suo interno un’artistica maiolica di recente fattura, ad opera della ceramista Muki. Ritornando sui propri passi a Ca’ Natello, si prende una stretta strada asfaltata che ci conduce al sottostante paese di Ca’ Romano (648 m). All’incrocio con la provinciale che proviene da Ca’ Raffaello, voltare a sinistra per un centinaio di metri ed appena passata la piazza, in prossimità di una celletta votiva, girare sulla destra seguendo le indicazioni del proseguimento del sentiero CAI 100 che, attraversato il fiume Storena, si immette nella strada comunale che conduce a Bascio, costeggiando un bosco di carpini e cerri. Il Borgo di Bascio (625m) merita sicuramente una tappa: si consiglia di proseguire lungo la caratteristica salita dal selciato impetrato, per visitare la chiesa del paese e per osservare da vicino la Torre (sec XIII) che domina il sottostante abitato e l’intera Valmarecchia. Torre di Bascio (XIII sec) Dell’antico castello che dominava la sottostante Valmarecchia, rimane oggi solo la Torre, a base quadrata ed accesso rialzato: Bascio, assieme ai castelli di Scavolino, Gattara e Miratoio, fu uno dei primi feudi della famiglia dei principi di Carpegna. Nel corso dei secoli il fortilizio passò nelle mani di diverse casate, quali Carpegna, Montefeltro e Malatesta: nel 1685 l’Imperatore Leopoldo I nominò il conte Gaspare Carpegna Principe del Sacro Romano Impero e di Bascio. Oggi, ai piedi della Torre, da un’idea del poeta Tonino Guerra, l’artista Giò Urbinati ha creato il Giardino Pietrificato: si tratta di sette “tappeti” di ceramica dedicati ad altrettanti personaggi storici che hanno attraversato questi luoghi. Tra le personalità ricordate: Ezra Pound, Fanina dei Borboni di Francia, fra’ Matteo da Bascio, Bonconte da Montefeltro, Uguccione della Faggiola, Giotto e Dante. Tornando indietro, appena lasciato il cimitero del paese, sulla sinistra si percorre una mulattiera in salita; questa nei suoi primi tratti è sconnessa ed in forte pendenza. Il terreno argilloso, è sicuramente insidioso nei periodi invernali e comunque scivoloso dopo la pioggia. Terminati circa duecento metri davvero impegnativi, il sentiero migliora prendendo quota: in prossimità di un abbeveratoio in pietra, anziché voltare a destra per giungere al Poggio, continuare diritti, e tagliando attraverso il bosco, dopo circa 200 metri, si giunge sulla strada sbrecciata che collega la stessa località con la strada provinciale che giunge da Ca’ Romano. Ancora un ultimo strappo in salita, per circa 700 metri, imboccata la provinciale, sulla nostra destra è già visibile il portale gotico della Chiesa Conventuale di Sant’Agostino a Miratoio (830 m), traguardo di questo percorso.

    Pennabilli - Scavolino

    Percorso:
  • Pennabilli
  • San Lorenzo
  • Fonte di Giorgio
  • Rifugio Fontanelle
  • Passo dei Ladri
  • Passo del Trabocchino
  • Celletta
  • Soanne
  • Scavolino
    Lunghezza:
  • 18,300 Km
    Sentieri CAI:
  • 103
  • 105
  • 95
  • 102

  • Par tendo da Pennabilli (560 m) si consiglia una visita al Museo Naturalistico del Parco, con annesso Centro Visite. Museo Naturalistico e Centro Visite di Pennabilli A Pennabilli, il Parco Naturale del Sasso Simone e Simoncello, in collaborazione con l’amministrazione comunale, ha recentemente inaugurato il nuovo Centro Visite e Museo Naturalistico. La struttura, recuperata dal restauro dell’ex mattatoio, è stata progettata creando degli spazi adatti ad accogliere turisti e visitatori in cerca di informazioni sul territorio, offrendo anche aree dedicate all’educazione ambientale attraverso lo studio dell’ambiente naturale e delle tradizioni popolari. La valenza naturalistica deriva dalla presenza di bacheche e diorami rappresentativi dei diversi ambienti naturali del Parco e della Provincia; tra questi, particolare attenzione merita la vetrina centrale che ospita una ricostruzione esemplare della fauna appenninica con mammiferi quali capriolo, cinghiale, volpe, istrice, e uccelli, tra cui rapaci, inseriti in un ambiente boschivo riprodotto realisticamente con tanto di sottobosco ricco di funghi. Il centro è completato da una sala conferenze dotata di moderne attrezzature audio-visive, uno spazio lettura per la consultazione di libri e riviste scientifiche, nonché stazioni computer per ricerche multimediali. L’itinerario prosegue raggiungendo il campo sportivo del paese dove è posta la bacheca in legno con la mappatura del tracciato che indica l’inizio del percorso ed i tempi di percorrenza. Da qui s’imbocca la strada bianca che costeggia il campetto da calcio, avanzando in direzione Sud-Est fino a raggiungere un piccolo nucleo di case rurali che si affacciano sulla strada provinciale che sale in direzione del Passo Cantoniera. Proseguendo lungo la carreggiata asfaltata in corrispondenza del secondo tornate ci si immette a sinistra su una pista sterrata all’ombra del bosco, per circa 1 km, fino all’abitato di San Lorenzo (741 m). Da qui si esce nuovamente sulla strada asfalta che si percorre per circa 570 m fino ad incrociare sulla sinistra il bivio per il sentiero 103. Il sentiero sale con un ripido tornante lungo una pista sterrata e si procede per circa 1,4 km fino ad incrociare il bivio con la strada per il “Ghiaiolo”. Salendo sulla sinistra si continua a percorrere la via che si inerpica in direzione della Fonte di Giorgio (1169 m), viaggiando su un’ampia pista sterrata confinante con piccole radure e coltivi oramai colonizzati da rosa canina, ginepro e biancospino; alla salita si alternano brevi tratti pianeggianti che permettono di riprendere fiato. Percorsi circa 1,3 km, si lascia la strada per un sentiero erboso affrontando una salita impegnativa che porta ai pascoli sommitali del Monte Carpegna, a quota 1350 m, per un dislivello di 200 m. Le ampie distese prative sono principalmente votate al pascolo quindi è facile, soprattutto nel periodo estivo, incontrare bestiame o incappare in qualche chiudenda in filo spinato approntata dagli allevatori per limitare la dispersione degli animali. Dai prati sommitali si segue l’itinerario fino al Rifugio Fontanelle (1350 m): una modesta e rudimentale baita di proprietà della Comunanza Agraria di Scavolino. Nascosta dietro il rifugio sgorga una fonte dove si può attingere acqua fresca. Per coloro che percorrono l’itinerario a cavallo, si consiglia di scendere ancora per poche centinaia di metri lungo la via principale, fino ad incontrare un vecchio fontanile in pietra più idoneo per abbeverare i cavalli. Dopo una breve sosta, si punta in direzione Nord-Est lungo il sentiero 105 avendo cura di non uscire dal tracciato, al fine di preservare e tutelare l’integrità di questi ambienti naturali. Il percorso che conduce al Passo del Trabocchetto (1174 m) non presenta grosse difficoltà e lascia il tempo per ammirare lo splendido paesaggio, prima di affrontare un nuovo tratto impegnativo. Per la via del ritorno si può scegliere di scendere a Scavolino, viaggiando per circa 3 km lungo la mulattiera che volta a sinistra costeggiando il Monte: il tratto in discesa deve essere affrontato con la massima prudenza poiché oltre alla notevole pendenza ed i primi tornati insidiosi, il fondo è particolarmente sdrucciolevole con la costante presenza di pietre più o meno grosse e con alcune buche scavate dalla pioggia e dal passaggio di pesanti mezzi agricoli. L’alternativa è immettersi sulla destra lungo un sentiero battuto nel folto del bosco in corrispondenza del secondo tornante: la strada conduce fino alla Celletta (1044 m), punto di snodo di diversi itinerari; da qui si volta a sinistra per una lunga discesa giungendo all’abitato di Borgonovo (800 m), nei pressi di Soanne, dopo aver percorso complessivamente circa 3 Km. Scendendo a sinistra, si guada il Torrente Prena e si risale dalla parte opposta in mezzo al bosco. La mulattiera prosegue senza variazioni di livello considerevoli per circa 2 Km fino a sbucare sulla strada a circa 300 metri dal Cimitero di Scavolino. Per fare ritorno a Pennabilli, senza percorrere la carreggiata asfalta, si può scegliere di imboccare il sentiero 95 in direzione di S. Lorenzo.

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